Carico glicemico vs indice glicemico: quale conta
L'indice glicemico è uno dei numeri nutrizionali più citati e meno utili. Non è sbagliato, risponde solo a una domanda che ti poni di rado. Il carico glicemico corregge questo, ed è quello che vale la pena conoscere.
Cosa misura l'indice
L'indice glicemico classifica un alimento in base alla velocità con cui il suo carboidrato alza la glicemia, su una scala confrontata col glucosio puro. IG alto significa salita rapida, IG basso una più lenta. Fin qui, ragionevole.
Il problema è che l'IG si misura con cinquanta grammi fissi di carboidrati, a prescindere da quanto ne mangeresti davvero. L'anguria ha un IG alto, ma una fetta normale contiene pochissimi carboidrati, quindi la salita rapida in pratica quasi non si nota.
Perché il carico è il numero migliore
Il carico glicemico unisce due cose che contano: quanto in fretta agisce il carboidrato e quanto ce n'è nella porzione che mangi. È l'indice riportato a una porzione reale, ed è per questo che segue molto meglio la tua risposta effettiva.
Un alimento ad alto IG in piccola quantità può avere un carico basso. Un alimento a IG moderato mangiato in grande quantità può avere un carico alto. Il carico cattura il pasto come lo mangi, e quella è l'unica versione che ti riguarda.
Usarlo senza fogli di calcolo
Non serve memorizzare tabelle. Le lezioni pratiche sono semplici: la porzione conta quanto la scelta del cibo, e abbinare i carboidrati a proteine, grassi e fibre rallenta tutta la salita.
Equil stima il carico glicemico di ogni pasto dalla foto, non da una generica etichetta IG; il rischio di picco mostrato riflette il piatto davanti a te. È il numero che corrisponde a come ti sentirai davvero un'ora dopo.
Smetti di tracciare a mano
Equil legge cibo, glicemia, sonno e allenamento, poi adatta il tuo piano in tempo reale. Non l'ennesimo diario, un coach.
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